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In vacanza lo prendo grosso e mio marito deve tacere

“Sono proprio felice; la tua idea di trascorrere qualche giorno in un agriturismo in Toscana è stata perfetta, ho lavorato tanto questo mese e sono davvero stanca, un pò di relax mi e ci farà benissimo. Bravo amorino mio cornuto, bravissimo e come premio per questa tua pensata ti prometto all’agriturismo cercherò qualche bel maschio che mi scopi e travasi tutto il seme dentro così poi ti farò leccare con calma. Sei contento?”
“Tantissimo, Elena, grazie. Mi piacerebbe sentirti gemere e guardarti mentre ti fai riempire da un toro, in questi ultimi venti giorni non me lo hai mai permesso, solo seghe, adesso ne ho proprio bisogno.”
“Ti ho fatto segare perché te lo sei meritato, ti ho detto mille volte che non devi guardare le altre donne, tu sei solo mio, quindi se ti becco fare il casca morto con un altra troietta mi arrabbio. Le punizioni le conosci e ringrazia il cielo che non ti ho fatto indossare la gabbietta; però sappi che l’ho portata con me per cui se in questi giorni di relax sospetterò soltanto che fai il piacione con un altra donna in tempo zero ti ritroverai il cazzetto chiuso in gabbia fino al rientro a casa. Hai capito cornuto?”
“Si amore, scusa se mi sono permesso. Hai ragione, forse ho dato troppa confidenza a quella ragazza alla festa ma è successo perché mi aveva chiesto se era vero che che accompagno e vengo prendere a casa di altri uomini per farti scopare. Mi sono sentito in dovere di rispondere e mentre lo facevo lei mi ha toccato il cazzo per capire quanto piccolino è, in quel momento ti ci hai visto ma ti giuro amore che non sarei mai andato oltre.”
“Maialino. Ti credo tesoro e comunque hai pagato per quello sbaglio, adesso non pensarci più e preparati perché mi sa che questa notte avrai un bel pasto da succhiare dalla mia patatina.”

Arriviamo all’agriturismo nel primo pomeriggio e subito viene ad accoglierci Attilio uno dei soci fondatori della struttura che ci spiega di come insieme alla moglie e un altra coppia trasformarono questo vecchio e grande casale abbandonato in una splendida struttura moderna adibita alla ristorazione, con camere, zona relax e un maneggio.
Sbrigate le formalità con Rebecca, la moglie di Attilio, una donna dolce, timida e graziosa, ce ne andiamo in camera per farci una doccia, rilassaci un oretta quindi uscire in giardino a fare due passi.

“Signori. Elena, Max, benvenuti. Io sono Flavio il socio di Attilio e lei è Deborah. Se lo gradite saremmo lieti di mostrarvi i vari spazi;”
“Molto piacere Flavio, io e mio marito accettiamo volentieri, questo posto è delizioso. L’odore di Natura e l’assenza di smog mi stanno già ringalluzzendo.”

Flavio è un bell’uomo, sui cinquanta, alto, massiccio e con le spalle larghe. I suoi pettorali si intravedono dalla camicia semi sbottonata e fra le cosce il suo pacco è grosso e in vista. Mi soffermo qualche secondo in più ad osservarlo bene, nonostante sia mio marito sia sua moglie se ne accorgano e sono sicura che sotto quella patta c’è un bel bastone grosso e nodoso.
Indosso un paio di leggings neri, canotta bianca e sopra una felpa col cappuccio fucsia. Non vedo l’ora di provare a strofinare il mio culetto su quel pacco grosso ma stando attenta a non farmi vedere da sua moglie.
All’uscita ne approfitto subito per far passare prima Deborah e subito dopo mio marito a cui strizzo l’occhio facendogli capire di tenere occupata la moglie di Flavio mentre io chiacchiero poco più indietro col marito.
Flavio sembra rendersi conto della situazione perché non faccio in tempo ad oltrepassare l’uscio della porta che ho la sua mano sul culo. Palpa il maiale. Manona piena, prende tutta la natica e strizza come un porco. Mmmmmm, mi piace. Velocemente passa dalla natica al taglio che la unisce all’altra e col dito preme sul buchino il porco.
Mio marito e sua moglie sono ad una decina di metri da noi e questo fatto non sembra disturbarlo; toglie la mano dal culo e stando attendo a non essere visto passa il braccio intorno al mio collo infilando la mano sotto la canotta strizzandomi avidamente il seno. Mi pizzica il capezzolo con una certa forza, esce una goccia di liquidino trasparente che subito raccoglie col dito e velocemente si porta alla bocca.

“Che buon sapore che hai. Dobbiamo stare attenti che tuo marito e mia moglie non ci vedano.”
“Di mio marito non ti devi preoccupare, siamo una coppia cuckold, è il mio cornuto compiacente e felice. Gli piace sapermi con altri uomini. Semmai tua moglie, è una puritana tutta casa e chiesa?”
“Si, lei non concepisce il sesso fuori dal matrimonio; non è una troia di mondo come te.”

Nemmeno il tempo di rispondere che il maiale mi prende la mano e se la appoggia sopra il cazzo facendomelo sentire tutto. Palpo, schiaccio il bastone e quello che sento mi piace tanto tanto. Grosso grosso come piace a me e chi sa che palle avrà il porco, piene di tanta e succulente sborra calda. Mmmmmm
All’improvviso i due davanti a noi si fermano e in una frazione di secondo Flavio si distanzia di qualche centimetro da me per non sospettare la moglie.
Da lì in poi siamo sempre rimasti tutti vicini quindi nulla più si è potuto fare ma al termine della passeggiata Flavio mi sussurra che avremmo continuato a cena. Volentieri.

“Tesoro questa sera mi scoperò Flavio e forse anche il suo socio. Ti avviso, gli ho tastato il cazzo e ce l’ha bello grosso, lo voglio dentro e lo desidero tanto. Quest’aria collinare mi sta rinvigorendo. Non cedo l’ora di farmi scopare per bene e poi mentre tu mi ripulirai io ti racconterò tutto, va bene tesoro, sei felice?”
“Sinceramente Elena pensavo e speravo di poter restare e guardarti;”
“Lo so amore mio, ma voglio così. Però alla fine ti racconterò tutto e lo farò mentre tu mi ripulirai tutti i buchetti, va bene?”
“Si, va bene amore.”
“Bravo Max, ti amo tanto quando sei obbediente e servizievole. Ma adesso incamminiamoci che fra un pò ce la cena e ho come l’impressione che ci divertiremo.”

Ci cambiamo e andiamo nella sala ristorante del casolare, un locale grande con affreschi medievali sulle pareti, dei candelabri molto antichi su ogni tavolo, tovaglie rosse e lunghe accompagnate da origami dorati che trasmettono una sensazione di festa e allegria.
Viene ad accoglierci Attilio che basandomi sullo sguardo da marpione che ha stampato in viso deve aver parlato della nostra passeggiatina pomeridiana con il suo socio Flavio, ci accompagna al nostro tavolo e dopo averci fatto accomodare illustra le scelte culinarie a disposizione per la cena. Ordiniamo.
Compare in sala Flavio che non appena mi vede fa segno di raggiungerlo nella toilette.

“Amore ti lascio solo per un pò, c’è Flavio che mi ha fatto segno di andare in bagno, credo voglia darmi il cazzo. Se nel frattempo arrivano le portate tu inizia pure a mangiare, non aspettarmi. A dopo cucciolo.”

Senza aspettare la risposta di mio marito mi alzo e sculettando vado in bagno. Indosso una mini in pelle nera, gli occhi di tutti i maschietti seduti ai tavoli sono puntati fra le mie cosce.
Adoro sfilare e mostrarmi per quello che sono, un troia in calore. Le compagnie o le moglie con loro mi odiano, sono gelose marce e invidiose, sculetto ancora di più e sorrido agli sguardi che incrocio.
Nel bagno Flavio è appoggiato al lavandino e ha già il cazzo fuori. E’ come lo immaginavo, grosso e lungo.

“Chiudi la porta a chiave puttana, facciamo in fretta, mia moglie è alla reception per sostituire Rebecca e ci resterò per poco, veni minuti massimo.”
Chiudo velocemente la porta, mi avvicino per baciarlo ma lui mi spinge verso il basso e inarca in avanti il bacino, è arrapato il maiale. Mi inginocchio, lentamente mi avvicino alla cappella che punta a mezzogiorno e la tocco con la punta del naso per annusarla. Ha un buon odore. Guardo Flavio negli occhi e nel mentre divarico la bocca, tiro fuori la lingua e gli prendo il cazzo in bocca. Tutto subito. Fino in fondo. Il porco mi spinge la testa con forza e io arrivo a toccargli il ventre. E’ una sveltita, il maiale vuole scaricarsi i coglioni. Gli occhi mi lacrimano, sono abituata al cazzo grosso del mio capo ma non a prenderlo tutto e subito fino in gola. Mi sta sfondando l’esofago, lo sento quasi nello stomaco. Ho dei conati di vomito, Flavio se ne accorge e mi schiaffeggia il viso per spostare l’attenzione altrove. Funziona. Non respiro ma non mi interessa, lo voglio così, il cazzo fa quello che vuole, io sono solo una cagna da montare. Con le mani gli massaggio le palle che sembrano due pesche noci, gliele strizzo forte, tira un urletto e lascia libera la mia nuca. Prendo aria, respiro un attimo e mi riattacco alla cappella. Gioco con la lingua, prima suo buchino poi intorno alla cappella. Lo lavo bene, succhio e inizio a sentire il sapore della sborra calda. Il maiale è pronto per sborrare.

“Si succhiami il cazzo mentre tuo marito ci aspetta. Sul cornuto. Ho detto al cameriere di non portarvi da mangiare fino a che non sarai tornata al tavolo, così oltre ad avere la moglie fa i pampini in bagno lui mangia i grissini. Adesso pompami fino a farmi sborrare, non c’è più tempo, questa notte verrò in camera da voi per scoparti. Tuo marito lo manderemo fuori a fare due passi. Si succhia dai puttana.”
“Mmmmmm mmmmmmm”

Non posso parlare ma per fargli capire che ha il mio assenso succhio meglio che posso. Che buono questo bastone. Ecco il seme… lo sento nascere nelle palle, scorre lungo l’asta e… mmmmmmm oddio ma quanta ne ha….

“Non aprire la bocca, voglio che ingoi tutto. Poi me lo pulirai e la sborra che raccogli durante la pulizia voglio che la tieni in bocca e la passi con un bacio a tuo marito non appena ritornerai al tavolo. Obbedisci.”

Non me lo faccio ripetere. Ingoio tutti gli schizzi che vanno direttamente nello stomaco. Almeno cinque copiose schizzate mi ha dato il porco.
Sento che non ne ha più, allento la presa, lo pulisco. Succhio il seme rimasto nell’asta e lavo bene la cappella.

“Lavalo bene che mia moglie non si deve accorgere di nulla. Non deglutire la pulizia del cazzo che la porti a tuo marito.”

Obbedisco. Mi stacco dal bastone e mi rialzo. Lui mi guarda e mi tasta il culo scoperto, in un attimo sento il dito entrami nel culo.

“Ah !!”
“Taci puttana, vuoi che mia moglie ci senta?”
“Scusa, non me lo aspettavo. Dai, andiamo, che non voglio fare arrabbiare tua moglie se no questa notte potresti avere problemi.”
“Si, andiamo. Sarò in camera da voi verso le due, quando arrivo io entro e tuo marito esce, non lo voglio fra le palle. Dirò ad Attilio di raggiungerci, ti va?”
“E me lo chiedi? Certo che mi va.”

Ci ricomponiamo e usciamo.

“Amore il cibo non è ancora arrivato… ma…”

Mi avvicino a mo marito, gli prendo la testa e fissandolo negli occhi mi avvicino alle sue labbra. Dopo il contatto apro la bocca e col la lingua esploro la sua. Lui non fa resistenza quindi gli passo della saliva mescolata al seme di Attilio; le nostre lingue si abbracciano, giocano, sento gli sguardi dei maschi in sala… accavallo le gambe e lascio che si vedano le auto reggenti.

“Tesoro quello che ti ho passato è un regalino per te, ti amo.”
“Ma… è quello che penso?”
“Si amore, ti ho passato quel che mi è restato in bocca della sborrata di Attilio. Me ne ha data tanta sai… tu non me ne hai mai data così. Inoltre la sua è molto densa, la tua è acquetta. Mi è piaciuto. Alle due verrà in camera nostra, non vedo l’ora.”

Max era senza parole, non si aspettava che gli portassi della sborra del toro a tavola, nei suoi occhi leggevo gioia, il maiale è felice.
Allungo la mano sotto la lunga tovaglia e cerco il suo cazzetto. Lo trovo.

“Amore… hai bastoncino duro, allora ti è ha eccitato molto sapermi in bagno a spampinare Attilio. Dai, adesso te lo tiro fuori e ti faccio una sega, non se ne accorgerà nessuno.”

Mio marito è immobile, un pò per l’imbarazzo un pò per l’eccitamento, a tentoni gli abbasso la zip dei pantaloni e subito sento spuntare fuori il cazzetto. Lo sego ma la tovaglia gli da fastidio così la alzo un pò. Le persone sedute dietro a noi possono vedere quello che sta succedendo. Mio marito di accorge di essere guardato da una coppia di ragazzi poco più in là e diventa rosso come un peperone.

“Max non ti devi sentire in imbarazzo, sei un marito segaiolo e non c’è niente di male. Anche se ti vedono e capiscono che sei un cornuto che male c’è? Non trovi?”

Silenzio, era in estasi. Aumento il movimento e rincaro la dose

“Tesoro fammi una bella schizzata e poi leccami la mano, dai.”

A queste parole Max esplode, amore, e sento il suo poco seme sul palmo della mano. Con calma, lasciando il tempo di capire ai ragazzi che ci guardano quello che sto per fare, rimetto il cazzetto di mio marito nella patta e tiro fuori la mano da sotto il tavolo. Gli appoggio il palmo sulle labbra.

“Dai, lavami la mano dalla tua sborra.”

Esegue diligentemente.

“Bravo, alza lo sguardo, guarda i ragazzi in viso.”

Rosso e imbarazzato esegue. E’ un amore.
La cena inizia e mangiamo molto ma molto bene. Chiacchieriamo un pò con altri ospiti dell’agriturismo e ci spostiamo nella sala adiacente a quella per il caffè.
Andiamo in camera.

FINE PRIMA PARTE

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