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Il mio labrador

È difficile per me parlare di quanto mi sta accadendo recentemente, a volte mi sento sporca e per certi versi “malata”. Eppure ho cominciato a pensare che, in fondo, non c’è nulla di male a provare un certo tipo di attrazione per il proprio cane.

Ma probabilmente è meglio cominciare dal principio e chiedo scusa in anticipo, perché la mia più che una storia sarà un flow di pensieri per razionalizzare questo nuovo lato di me che ho scoperto solo da qualche mese.

Circa un anno fa, complice anche il Covid, mi sono ritrovata single (vengo da una storia a distanza piuttosto travagliata che mi ha distrutta emotivamente e anche mentalmente). Vista l’impossibilità di uscire e conoscere gente come si faceva prima, ho deciso di adottare un cane che mi facesse compagnia e mi aiutasse a superare quel senso di solitudine e abbandono.
Verso gennaio 2020 mi reco in questo canile e passo in rassegna le varie gabbie. C’erano così tanti occhietti adorabili, alcuni spaventati altri più vispi, ma appena ho incrociato gli occhi di Spike me ne sono innamorata.

Era così docile e mansueto, avrà avuto poco meno di due anni, e i responsabili del canile mi hanno raccontato la sua triste storia che non starò qui a raccontare. Insomma me ne innamoro follemente e decido che doveva venire a casa con me.
La convivenza all’inizio è stata un po’ problematica, io coi miei ritmi non sono mai stata abituata ad avere un cane a cui badare, ma posso asserire che la sua presenza e il suo amore incondizionato concessomi fin da subito, mi hanno aiutato davvero molto.

L’ho sentito subito come un’anima affine alla mia, per chi crede in queste cose, e ho deciso di averne cura meglio che potevo. Ho iniziato a viziarlo con dolcetti per cani, giocattoli e a farlo dormire sul mio letto ogni notte. Ed è proprio questa scelta che mi ha portata a scoprire un lato di me di cui non sospettavo minimamente l’esistenza.

Una sera di agosto in cui faceva particolarmente caldo, decisi di dormire con solo le mutandine. Il climatizzatore era rotto (la mia solita fortuna) e Spike, ormai abituato a starmi appiccicato h24, non voleva starsene sul pavimento.

Tutto era come sempre, ci siamo fatti le coccole, ho giocato un po’ con lui finché non si è disteso buono accanto a me col musetto sul mio petto come faceva di solito. Però quella sera ero particolarmente scombussolata a livello ormonale, mi era da poco passato il mio periodo ed essere in astinenza da quasi un anno non aiutava.

Decido quindi di masturbarmi un po’, giusto per sfogare lo stress e non pensare a niente. Mentre gioco con le dita la sotto sento Spike che si muove. Non so se sia stato attirato dall’odore, dal suono dei miei umori mentre mi penetravo da sola, fatto sta che a un certo punto sento la sua ruvida lingua leccarmi proprio li.

Per un attimo ho sobbalzato stranita, ma c’era qualcosa di gentile in quel tocco ruvido.

Dopo qualche istante di esitazione ho ripreso a toccarmi il clitoride, lasciandolo fare. Mi ha leccata come se stesse surgendo l’acqua dalla ciotola, con velocità e con un ritmo piuttosto intenso…non lo so immagino gli piacesse il mio sapore. Alla fine mi ha fatta venire come nessun uomo era mai riuscito…da quel momento in poi abbiamo cominciato a fare questo “gioco” regolarmente ogni sera, io ho aggiunto vibratori e dildo di vario genere, ma la sua lingua resta ciò che mi fa godere di più. Amo il mio cane e continuerò ad esplorare questo mio strano e perverso lato.

1 commento su “Il mio labrador”

  1. Ciao , se ti piace così tanto non smettere . Non ci trovo nulla di strano .
    Come uomo posso solo che approvare la tua scelta!!

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